Innovazione e tecnologia per il benessere: intervista a Pier Mattia Avesani, fondatore di Uqido


Uqido è una realtà italiana giovane e innovativa che propone soluzioni tecnologiche in grado di migliorare la vita degli individui e promuovere il loro engagement. Ecco la mia intervista a Pier Mattia Avesani, fondatore e CEO dell’azienda.

 

Nata come startup nel 2010, Uqido è la prima azienda italiana ad aver ideato una soluzione elimina-code sfruttando una tecnologia semplice ed ampiamente adottata come gli sms. Oggi si occupa anche di sviluppare software gestionali, applicazioni mobile ed esperienze di Realtà Aumentata e Realtà Virtuale immersive e coinvolgenti applicabili in diversi contesti, tra cui l’healthcare, la didattica e il no-profit.

Poche settimane fa, grazie all’incontro con Uqido e WWF Ricerche e Progetti, ho avuto modo di sperimentare in prima persona la Realtà Virtuale Immersiva, utilizzata non per scopi ludici ma con fini educativi e di sensibilizzazione.

In quest’occasione mi sono confrontata con Pier Mattia Avesani, CEO e fondatore dell’azienda, rispetto a diverse tematiche, tra cui l’utilizzo delle nuove tecnologie per la promozione della salute e del benessere.

 

 

Ecco l’intervista.

 

Come possono gli strumenti tecnologici migliorare la vita delle persone?

 

La tecnologia ha grosse responsabilità nei confronti degli individui e della collettività, è un nostro dovere utilizzare le sue enormi potenzialità per creare prodotti in grado di migliorare la vita delle persone.

Nel lontano 2010 io e il mio amico (e successivamente socio) Alberto Silletti abbiamo a lungo riflettuto su ciò che manca alle persone al giorno d’oggi, ci siamo focalizzati sui bisogni che i nuovi ritmi della società hanno creato, concludendo che il vero ‘bene di lusso’ che molti di noi desiderano è il Tempo.

Il mutare dei ritmi quotidiani, la necessità di essere operativi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, l’incompatibilità degli orari di lavoro con una vita privata soddisfacente sono fenomeni sotto gli occhi di tutti. Non è da tutti, invece, riflettere su come poter essere utili, attraverso le proprie competenze, per migliorare la situazione.

Da queste riflessioni abbiamo dapprima inventato e realizzato il primo Elimina Code e successivamente fondato Uqido, software house ad alto tasso di innovazione.

Lo scopo dell’Elimina Code era appunto restituire agli individui parte del proprio tempo che normalmente viene impiegato in interminabili code agli sportelli degli uffici pubblici, ai desk accettazione di ospedali ed ambulatori e, in generale, in qualsiasi attività che prevede un considerevole afflusso di utenti.

Tale innovazione ci ha permesso di costruire l’avvenire della nostra azienda e costituisce ancora un’importante voce a bilancio, questo risultato è frutto di uno studio dei reali bisogni delle persone, l’innovazione che ha successo è l’innovazione che è utile.

Ora utilizziamo la Virtual Reality per scopi didattici e terapeutici, anche in questo caso si soddisfano bisogni reali con le tecnologie più avanzate del momento. Ciò non per seguire un trend ma perché è dimostrato che metodi che fanno leva su queste tecnologie sono effettivamente più efficaci e, quindi, più utili agli attori in gioco.

 

 

Quali difficoltà si incontrano più frequentemente nel proporre un’innovazione che aiuti a migliorare la vita delle persone?

 

Le difficoltà ci sono e sono reali.

Innanzitutto ci si deve scontrare con l’opinione e le idee che ormai permeano la società da molti decenni. La coda allo sportello è vista come una cosa ‘normale’, nemmeno ci si pensa ad eliminarla.

Innovazioni che scardinano alcuni paradigmi della società trovano barriere all’ingresso considerevoli, soprattutto da parte di quella frangia di persone spaventata da ciò che non conoscono ma che, allo stesso tempo, hanno il compito di decidere sul futuro della società.

Immagina di proporre una nuova terapia per la cura di alcune fobie che utilizzi le tecnologie VR, un cambiamento epocale che fatica a trovare tutti pronti e favorevoli, un trattamento che rivoluzionerebbe la normale prassi clinica e per il quale bisogna convincere numerosi enti ed organizzazioni. Normale quindi che le difficoltà esistano ma la perseveranza e le convinzione di fare la cosa giusta aiutano a superarle.

In secondo luogo serve preparazione e sensibilità: l’innovazione deve avere uno scopo ben definito (e la capacità di raggiungerlo) e rispondere anche a logiche di sostenibilità economica, unire questi due aspetti è un compito cruciale per trovare il modo di lanciare il nuovo prodotto.

 

 

Nel vostro lavoro come mettete concretamente la persona al centro della progettazione?

 

Qualsiasi prodotto, che si tratti di un’innovazione ad alto contenuto tecnologico o di una bottiglietta d’acqua, necessita di uno studio preventivo dei bisogni delle persone.

Ricerche di mercato, stretti rapporti con le Università e analisi statistiche periodiche sono strumenti imprescindibili per avere il quadro generale della situazione. Solo conoscendo le caratteristiche del mercato e dissociandosi dal proprio punto di vista è possibile avere un quadro oggettivo di ciò che manca o che potrebbe essere fatto meglio per ovviare a problematiche comuni.

La domanda che ci si deve porre successivamente è: “Come possono essere utili le mie competenze per risolvere questo problema che affligge gran parte della società?”.

Un approccio user-centrico è quello che contraddistingue la realizzazione di tutti i prodotti di Uqido, dall’Elimina Code alle esperienze VR, passando per il dermatoscopio da smartphone Dermatic.

 

 

Nel prossimo futuro quali saranno le tecnologie davvero in grado di migliorare la qualità della vita?

 

Ci sono numerosi progetti che coinvolgono grandi aziende come Google, Facebook e la ‘galassia’ di Elon Musk che puntano pesantemente su intelligenza artificiale e interazione uomo-macchina.

A mio avviso le innovazioni in questo campo saranno in grado di giocare un ruolo chiave nella crescita del benessere generale della società, riuscendo a garantire agli individui ‘maggiore quantità’ di beni di cui hanno bisogno: il già citato Tempo, Spazio (inteso proprio come spazio vitale) e Conoscenza.

Già su quest’ultimo bene si è già fatto molto, gran parte della popolazione dei paesi ‘avanzati’ ha tutta la conoscenza di cui ha bisogno a portata di pochi click sul proprio smartphone.

 

 

Come approccia Uqido alle sfide del domani e come contribuisce al ‘benessere tecnologico’?

 

Uqido approccia alle sfide del domani con entusiasmo! E’ questo il motore dell’intera azienda e riteniamo anche l’origine di ogni successo.

Poi ‘del domani non v’è certezza’, possiamo solo utilizzare tutti gli strumenti in nostro possesso per avere il quadro generale della situazione e provare ad immaginare gli sviluppi futuri.

Non parliamo di scommessa perché dietro ad ogni decisione aziendale vi è studio e analisi, ma puntare su una tecnologia comporta del rischio.

Noi riteniamo che la Virtual Reality giocherà un ruolo decisivo nel prossimo futuro, ha ampi margini di crescita e attrae già corposi investimenti in tutto il mondo, per questo abbiamo recentemente assunto 5 nuovi sviluppatori nel campo VR che si vanno ad aggiungere al team già operativo da inizio 2016.

Perché è questo il modo migliore per approcciare al futuro: dotarsi di competenze specifiche che aiutino a generare prodotti qualitativamente apprezzabili che sono, alla fine, il marchio di fabbrica di Uqido.

 

 

 


Informazioni su Laura Fasano

Technoblogger laureata in Psicologia per il Benessere ed esperta in Psicotecnologia. Si occupa di empowerment mediante progetti speciali con strumenti innovativi come Realtà Virtuale, Realtà Aumentata e Serious Games per sviluppare risorse, competenze, opportunità e benessere. Attraverso una prospettiva psicologica aiuta a comprendere come le nuove tecnologie influenzano i processi cognitivi e di apprendimento, estendendo le potenzialità della mente e modificando i modelli di interazione sociale e con l'ambiente. La sua mission è promuovere il "Benessere Tecnologico".

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