Quel mostro di…Tecnologia! Tra panico da disconnessione e selfiefobia


 

 

Non solo innovazioni e miglioramenti: le tecnologie hanno portato nelle nostre vite anche nuovi tipi di ansie e paure. Tra le più comuni troviamo il “panico da disconnessione” e la “fobia da selfie”.

 

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I dispositivi tecnologici e Internet sono diventati una parte fondamentale delle nostre vite: comunicazione, intrattenimento, ricerca di informazioni… sono solo alcune delle azioni che svolgiamo quotidianamente tramite smartphone.

Oltre ad apportare facilitazioni e miglioramenti, possono generare timori, ansie e vere e proprie fobie che è importante conoscere per poterle limitare.

 

La nomofobia

Secondo l’indagine Digital in 2017 più della metà della popolazione mondiale oggi usa uno smartphone e quasi due terzi possiede un telefono cellulare.

L’utilizzo scorretto e l’abuso di smartphone possono provocare numerosi disturbi negli individui fino, nei casi più estremi, a sfociare nella cosiddetta “paura da disconnessione”: la nomofobia.

La comodità del cellulare consiste nell’essere costantemente reperibili, sempre aggiornati ed in continua connessione con il resto del mondo.

Molte persone dichiarano di non poter vivere e di sentirsi persi senza il proprio dispositivo. È proprio da questa sensazione che nasce la fobia da no-mobile, il terrore di rimanere fuori dal contatto di rete mobile.

I soggetti affetti da questa particolare “dipendenza” mettono in atto comportamenti disfunzionali, tra cui portare il cellulare in luoghi inappropriati (bagno, chiesa, scuola…), aspettare e sollecitare risposte immediate da parte degli interlocutori, guardare lo schermo del telefono regolarmente per controllare le notifiche o non spegnere mai il dispositivo neanche nelle ore notturne.

 

FOMO – Fear Of Missing Out

La “paura di essere messi da parte” è sempre più comune soprattutto negli adolescenti. Questo tipo di ansia sveglia ogni notte il 15% dei ragazzi, i quali non vogliono “essere tagliati fuori” e per questo controllano costantemente le notifiche sul proprio smartphone.

Questa problematica mostra l’importante ruolo che le tecnologie hanno anche a livello sociale, di rapporti interpersonali e di senso di appartenenza sociale.

I legami con gli individui e con il proprio gruppo passano anche (e oggi soprattutto) attraverso la connessione internet.

È importante notare che questo non significa necessariamente l’esclusione dei rapporti face-to-face: la tecnologia è oggi un mezzo di comunicazione di primaria importanza.

 

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Non esistono solo paure collegate alla necessità di utilizzare gli strumenti tecnologici, molti individui sentono il bisogno di respingerli.

 

Tecnofobia

La Tecnofobia riguarda l’ansia provocata da Intelligenza Artificiale, robot e in generale dalle nuove tecnologie. Essa è alla radice della frustrazione di coloro che sentono di non riuscire a stare al passo con la continua evoluzione tecnica.

Questo timore è spesso legato alla possibilità di perdere il proprio lavoro ed essere sostituiti da una macchina.

Per questo motivo riguarda meno le nuove generazioni che stanno uscendo sempre più dall’ottica che vede uomo e macchina in opposizione per iniziare una relazione di supporto e collaborazione.

 

Selfiefobia

La fobia di scattarsi foto rimanda, ad esempio, al timore di dimostrare più anni di quelli che si possiedono e all’angoscia di non essere fotogenici.

Questa paura non è di certo nuova: oggi è soltanto amplificata dalla moda del selfie. 

Essa può nascere anche dal rifiuto dell’idea che vede l’accettazione di sé condizionata dall’approvazione degli altri e dagli standard spesso irraggiungibili posti dalla società.

 

” Il telefono cellulare, se usato in modo appropriato e intelligente può assolvere a tre importanti funzioni psicologiche: regola la distanza nella comunicazione e nelle relazioni, gestisce la solitudine e l’isolamento assumendo quasi il ruolo di antidepressivo multimediale e permette di vivere e dominare la realtà regalando l’idea di poter essere presenti e capaci di fermare lo scorrere del tempo con uno o più scatti (Di Gregorio, 2003) “.

 

Inoltre, stare costantemente connessi al mondo che ci circonda ci porta a sviluppare la cosiddetta Intelligenza Digitale.

Pensiero critico, flessibililità, abilità multi-tasking sono solo alcune delle competenze che possiamo acquisire grazie all’utilizzo di tecnologie e nuove media.

Ricordiamoci che queste potenzialità si ottengono solo grazie ad un rapporto equilibrato con lo smartphone, il quale non deve arrivare a sostituire la vita reale.

È importante educare ad un utilizzo responsabile, contenuto e soprattutto mirato a migliorare la nostra vita, non a sopperire insicurezze o bisogni psicologici.

 

 


Informazioni su Laura Fasano

Technoblogger laureata in Psicologia per il Benessere ed esperta in Psicotecnologia. Si occupa di empowerment mediante progetti speciali con strumenti innovativi come Realtà Virtuale, Realtà Aumentata e Serious Games per sviluppare risorse, competenze, opportunità e benessere. Attraverso una prospettiva psicologica aiuta a comprendere come le nuove tecnologie influenzano i processi cognitivi e di apprendimento, estendendo le potenzialità della mente e modificando i modelli di interazione sociale e con l'ambiente. La sua mission è promuovere il "Benessere Tecnologico".

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