Tecnologie Immersive per potenziare Produttività e Benessere Organizzativo


 

 

I training sviluppati mediante tecnologie immersive possono migliorare il nostro apprendimento, potenziando la produttività e, di conseguenza, il benessere organizzativo.

 

realtà aumentata virtuale benessere tecnologico tecnolaura laura fasano training psicologia tecnologia
Un esempio di Training in Realtà Aumentata | benesseretecnologico.it

 

Da molti anni in ambiti come quello medico, militare e aerospaziale si utilizzano simulazioni per training e processi formativi, anche con un elevato livello di somiglianza con la realtà.

Oggi le Nuove Tecnologie stanno trasformando il mondo della formazione/educazione, migliorando e, talvolta, semplificando i nostri processi di apprendimento e di memoria. Diverse ricerche mostrano, ad esempio, che la Realtà Virtuale risulta più efficace dei metodi tradizionali, tra cui manuali cartacei, video di orientamento e semplici simulazioni non immersive.

 

Ma cosa distingue i training tradizionali da quelli immersivi?

 

Prima di scoprire i fattori determinanti, cerchiamo di capire meglio cosa significa “immersivo”.

Un’esperienza immersiva è caratterizzata dal coinvolgimento di diversi canali percettivi (più frequentemente vista, udito e talvolta anche il tatto) in un ambiente ricreato virtualmente. I nostri sensi, grazie a diversi dispositivi come visori e sensori di posizione, vengono “ingannati” al fine di percepire l’ambiente o la situazione ricreati virtualmente come se fossero reali.

In questo consiste il cosidetto “Senso di Presenza”, cioè la forte sensazione di trovarsi realmente nell’ambiente virtuale invece di quello in cui ci troviamo fisicamente.

 

Sono quattro i principi fondamentali che caratterizzano un training immersivo

 

📌 Consapevolezza (Awareness)

La piena consapevolezza di quello che si sta facendo durante il training è fondamentale per il processo di apprendimento. Questo aspetto, con Realtà Virtuale, Aumentata e Mista, è massimizzato: grazie al senso di presenza possiamo percepire i nostri movimenti (propriocezione) e quelli degli altri se si tratta di ambienti collaborativi.

È stata evidenziata l’importanza della possibilità di azione ed interazione nell’ambiente virtuale per aumentare coinvolgimento e senso di presenza, più del livello di realismo dell’ambientazione immersiva.

 

 

📌 Possibilità di evidenziare i punti fondamentali (Evidence)

Soprattutto nelle prime fasi del processo di apprendimento è importante mettere in evidenza i punti fondamentali del concetto o del procedimento che le persone devono apprendere. Si tratta in altri termini di aiuti e segnali che nel contesto suggeriscono all’utente le azioni da svolgere durante il training (affordances).

L’esempio più chiaro è la Realtà Aumentata. Grazie ad appositi elementi grafici aumentati è possibile evidenziare durante il training punti salienti, informazioni e processi che le persone devono apprendere.

 

 

📌 Accessibilità (Accessibility)

I compiti che vengono svolti durante il training, affinchè l’apprendimento avvenga, devono essere proporzionati alle skills e caratteristiche personali degli individui.

Un punto di forza degli ambienti virtuali risiede proprio nelle potenzialmente infinite possibilità di personalizzazione in base, ad esempio, alle caratteristiche dell’organizzazione e alle competenze e conoscenze necessarie per i suoi dipendenti.

Ecco un esempio di training pensato appositamente per migliorare sicurezza e competenze di operai che lavorano ad altezze considerevoli.

 

 

📌 Sistematicità (Systematicity)

Il processo di apprendimento dovrebbe seguire una “struttura sistematica”. Partendo da task semplici, con l’avanzare di skills e conoscenze dell’utente, dovrebbero aumentare difficoltà e complessità in modo da sostenere la motivazione e la sensazione di sfida durante il training.

Un compito troppo difficile non consente di apprendere in quanto può generare frustrazione per il difficile o mancato raggiungimento degli obiettivi, mentre un task troppo semplice non solleciterebbe l’engagement e la motivazione a procedere nel percorso perché troppo noioso. 
Il training deve porre l’utente in una condizione sfidante, permettendogli di oscillare dentro e fuori la sua “zona di comfort” e mantenendo alta la motivazione.

La via di mezzo tra queste due possibilità rappresenta quindi la soluzione migliore.

 

tecnologia VR realtà virtuale AR aumentata produttività benessere tecnologico lavoro azienda organizzazione psicologia laura fasano
La possibilità di interagire con gli ambienti immersivi ci permette di memorizzare 6 volte più velocemente 4 volte il numero di informazioni che apprenderemmo mediante metodi tradizionali | benesseretecnologico.it

 

Questi quattro fattori definiscono e caratterizzano un training immersivo e lo differenziano da un processo tradizionale.

Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalla possibilità di vivere esperienze talvolta anche rischiose in prima persona, osservando lo svolgimento delle situazioni dal proprio punto di vista e non conoscendole mediante racconti o descrizioni indirette proveniente da testi o altri individui.

Ad esempio, grazie a controller e specifiche tecnologie aptiche (come guanti che permettono di percepire il senso del tatto anche nell’ambiente virtuale) le nostre mani possono agire ed interagire virtualmente.

Possiamo immaginare, ad esempio, l’impatto emotivo che avrebbe trovarsi in una situazione pericolosa come quella che sperimentano i piloti d’aereo durante un atterraggio di emergenza. Apprendere le manovre da mettere in atto in una situazione analoga nella realtà risulterebbe molto difficile, nonchè pericoloso.

Qui entrano in gioco le simulazioni immersive: le nuove tecnologie ci danno la possibilità di sperimentare ed apprendere immergendoci in condizioni estreme ma in totale sicurezza. In questo modo si mette la persona nelle condizioni di imparare a gestire la forza emotiva, l’arousal (attivazione fisiologica) e lo stress della situazione reale.

 

La diretta associazione tra informazioni e procedure acquisite ed emozioni reali potenzia notevolmente l’apprendimento, stimolando la memorizzazione a lungo termine.

L’utilizzo di Realtà Virtuale, Aumentata o Mista permette quindi di instaurare un circolo virtuoso che si conclude nel miglioramento di Benessere Organizzativo e Clima Aziendale.

Nello specifico: ideando e progettando gli strumenti di apprendimento immersivo direttamente su bisogni, livello di competenze, skills e conoscenze dei dipendenti, essi saranno più propensi ad utilizzarli migliorando anche risultati, produttività e rendimento nel lavoro (senza dimenticare il loro benessere). Un incremento della produttività genera a sua volta un aumento del ROI (ad esempio, risparmiando sui costi dovuti a incidenti o attrezzature danneggiate).

Per tutti questi motivi l’utilizzo corretto, consapevole e mirato delle tecnologie immersive è fortemente legato anche al miglioramento della nostra qualità di vita passando per il potenziamento di training e processi di apprendimento per arrivare prima al benessere personale e poi a quello lavorativo.

 

 


Informazioni su Laura Fasano

Technoblogger laureata in Psicologia per il Benessere ed esperta in Psicotecnologia. Si occupa di empowerment mediante progetti speciali con strumenti innovativi come Realtà Virtuale, Realtà Aumentata e Serious Games per sviluppare risorse, competenze, opportunità e benessere. Attraverso una prospettiva psicologica aiuta a comprendere come le nuove tecnologie influenzano i processi cognitivi e di apprendimento, estendendo le potenzialità della mente e modificando i modelli di interazione sociale e con l'ambiente. La sua mission è promuovere il "Benessere Tecnologico".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.