Realtà Virtuale tra sensibilizzazione ed empatia: un progetto di Uqido e WWF


 

Cosa accade quando l’innovazione si mette al servizio del nostro benessere e dell’ambiente? Nascono progetti come quello ideato da Uqido e WWF Ricerche e Progetti: A VR Hope – A Very Real Hope. Ecco la mia esperienza con la Realtà Virtuale Immersiva.

 

Pochi giorni fa ho avuto l’occasione di provare in prima persona l’esperienza “A VR Hope – A Very Real Hope” , un viaggio virtuale realizzato in occasione di Fuorisalone Milano Design Week da un team davvero innovativo.

Grazie a strumenti tecnologici come la Realtà Virtuale è oggi possibile promuovere la consapevolezza rispetto a tematiche importanti come la salvaguardia dell’ambiente: il progetto che vi sto per raccontare ne è la prova.

Sono due le realtà che hanno collaborato per la sua realizzazione: Uqido, azienda che si occupa di sviluppare sistemi di Realtà Virtuale ed Aumentata applicabili a molteplici settori, e WWF Ricerche e Progetti, strumento operativo del WWF Italia con l’obiettivo di promuovere attività e progetti volti alla sostenibilità ambientale.

A VR Hope nasce con l’intento specifico di sensibilizzare l’opinione pubblica relativamente agli effetti dell’impatto umano sull’habitat di specie animali in via di estinzione.

 

Cosa differenzia quest’ultima dalle precedenti campagne di sensibilizzazione?

 

Sicuramente l’utilizzo di uno strumento non convenzionale: la Realtà Virtuale Immersiva.

Fornendo un’esperienza nuova e coinvolgente, lo spettatore è in grado di immergersi in un ambiente virtuale dove osservare in prima persona le conseguenze dell’azione dell’uomo sull’ambiente.

È proprio in quest’ultimo passaggio che troviamo il punto di forza di questo strumento.

Grazie ad un visore e dei sensori che rilevano i movimenti e la direzione del nostro sguardo, la RV Immersiva è in grado di farci sentire come se ci trovassimo personalmente in un ambiente diverso da quello reale.

 

Questa percezione in psicologia si chiama senso di presenza.

A livello cognitivo significa sentire di essere in un determinato ambiente, senza che ciò sia effettivamente vero in senso fisico.

 

 

Le tecnologie della presenza ci consentono di agire liberamente e di interagire in ambienti virtuali altamente realistici con gli occhi, le orecchie e le mani.

Nell’esperienza progettata da Uqido infatti l’utente esplorava lo spazio camminando su terra e ciottoli che ricreavano un contatto realistico con il terreno.

Inoltre, grazie ad una ventola, si poteva sentire sulla propria pelle il vento che nell’ambiente virtuale smuoveva foglie ed alberi.

Mi ha colpito molto anche la profondità dell’ambientazione virtuale.

L’orizzonte si estendeva a perdita d’occhio, rendendo il tutto più realistico e quindi coinvolgente.

 

Esperienze di questo tipo sono considerate interazioni multimodali.

I sensi umani sono cioè integrati in un’unica esperienza che consente l’immersione completa.

 

 

Il senso di presenza e l’immersività dell’esperienza fanno di questo strumento un mezzo per “metterci nei panni dell’altro” (che si tratti di persone o animali).

Osservare mediante un classico video i danni sull’ambiente causati da bracconaggio, inquinamento e disboscamento è ben diverso che osservare quest’ultimi attraverso gli occhi di un lupo.

Vivere un’esperienza in prima persona attiva l’empatia.

Questi meccanismi ci aiutano ad immedesimarci con l’altro per comprendere meglio il suo punto di vista, i suoi pensieri e le sue emozioni.

Vengono stimolate anche memoria e riflessioni migliorando così l’apprendimento percettivo-motorio. Si tratta di un aspetto dell’apprendimento più naturale e inconsapevole (difficile da dichiarare e spiegare a parole) ma molto efficace.

 

“L’interazione attiva con la realtà è la caratteristica più importante dell’apprendimento tramite l’esperienza. Sia nella vita di tutti i giorni sia nel laboratorio sperimentale dello scienziato, l’individuo non si limita a osservare passivamente la realtà ma si sposta per guardare le cose da vari punti vista, le tocca, le muove, le apre per guardarci dentro, le misura […].

La conoscenza e soprattutto la comprensione che ottiene in questo modo attivo è molto superiore, sia per quantità sia per qualità, a quella che otterrebbe limitandosi a osservare la realtà.” (Parisi, 1998)

 

 

Uqido e WWF RP si sono impegnati per raggiungere un obiettivo molto importante: dare una nuova veste alle campagne di sensibilizzazione per renderle più efficaci e coinvolgenti, utilizzando strumenti attuali e con enormi potenzialità.

Un bellissimo esempio di come le Nuove Tecnologie possono essere utilizzare per scopi non solo ludici e di intrattenimento ma anche educativi e sociali, coinvolgendo sempre di più le nuove generazioni.

 

 

 


Informazioni su Laura Fasano

Technoblogger laureata in Psicologia per il Benessere ed esperta in Psicotecnologia. Si occupa di empowerment mediante progetti speciali con strumenti innovativi come Realtà Virtuale, Realtà Aumentata e Serious Games per sviluppare risorse, competenze, opportunità e benessere. Attraverso una prospettiva psicologica aiuta a comprendere come le nuove tecnologie influenzano i processi cognitivi e di apprendimento, estendendo le potenzialità della mente e modificando i modelli di interazione sociale e con l'ambiente. La sua mission è promuovere il "Benessere Tecnologico".

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